Federico Brook è nato a Buenos Aires nel 1933. Nel 1954 si è laureato in Belle Arti all'Università di La Plata. Dal 1956 risiede e lavora a Roma, dove si è diplomato all'Accademia di Belle Arti. All'inizio degli anni Sessanta allestisce la sua prima personale presso la Galleria del Babuino, cui fanno seguito quelle della Galleria Tao di Spoleto e della Galleria Numero di Firenze. Durante lo stesso decennio ottiene importanti commissioni, sia pubbliche sia private, soprattutto di carattere monumentale: ad esempio nel 1961 modella due grandi opere in terracotta per il Palazzo del Lavoro progettato da Nervi in occasione della mostra Italia 61 a Torino. Nel 1965 vince il concorso internazionale per la realizzazione del Monumento al Partigiano in Gennazzano, mentre nel 1966 scolpisce il battistero della chiesa romana dedicata a San Martino Papa. Le commissioni per i più vari contesti architettonici si susseguono numerose anche nel corso degli anni Settanta; partecipa alla Biennale di Venezia nel 1962 e nel 1972, e ne viene nominato commissario per le edizioni degli anni 1964, 1968, 1972, 1988 e 1990. Negli anni Novanta vince diversi concorsi per opere monumentali collocate a Civitavecchia, Riccione, Terni, Santo Tirso (Portogallo), Pu Yo (Corea), San Benedetto del Tronto e Roma. La ricerca artistica di Brook si è sviluppata anche attraverso la realizzazione di opere grafiche, progetti di decorazione murale e musiva e di gioielli (esposti nel 2001 alla rassegna "Immaginazione Aurea" di Ancona). Ricercando soluzioni inusitate, Brook ama coniugare materiali differenti per dare forma allo spazio e alla luce, elementi generatori delle sue opere. Nel Periodo Spaziale (anni Cinquanta) ingloba strutture metalliche dai profili geometrici in blocchi di pietra, mentre del Periodo Informale (anni Sessanta) fonde i metalli direttamente nei solchi della pietre, esaltandone le diverse qualità materiche. Alla fine degli anni Sessanta inizia il Periodo Cinetico con l'uso del plexiglas unito ai metalli lucidi, con i quali realizza sculture architettoniche simili ad oggetti tecnologici mobili, o a strumenti scientifici per la rappresentazione della dinamica cosmica. Negli anni Novanta propone la serie "Nuvole", trasposizione in monolitiche forme di pietra di uno degli elementi più eterei del cielo, e con questa nuova trasposizione partecipa nel 2008 a Scultori a Brufa di Torgiano.

Le Opere esposte - 2003

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