Achille Perilli nasce nel 1927 a Roma. Frequenta il liceo classico e si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia laureandosi con una tesi su Giorgio De Chirico. Fonda insieme a Dorazio, Guerrini, Vespignani, Buratti, Muccini, Maffioletti il Gruppo Arte Sociale (GAS). Nel 1947 partecipa alla redazione del manifesto Forma 1 (firmato anche dall'Accardi, da Dorazio e da Consagra). In questi anni si reca a Parigi dove incontra Magnelli e Picabia; si avvertono nelle opere di questo periodo echi delle sperimentazioni futuriste e delle opere di Kandinskji e Mondrian, ravvisabili nella tendenza che porta alla geometrizzazione delle forme e alle scomposizioni simbolico-cromatiche. Sempre con l'amico Dorazio apre, negli anni Cinquanta, la galleria-libreria Âge d'or con la quale diviene organizzatore di diversi eventi artistici. A partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta propone una pittura vicina a certi esiti dell'Informale europeo, soprattutto nelle sue tendenze gestuali e segniche. Invitato da Lucio Fontana alla Triennale di Milano, in collaborazione con Guerrini e Dorazio realizza due grandi pitture murali premiate con medaglia d'argento. Alla Biennale del 1962 seguono numerose personali in Italia e in tutto il mondo: New York, Praga, Amsterdam, Chicago e Tokyo. Nel 1971 è autore del Manifesto della Folle Immagine nello spazio immaginario, con il quale si propone di rompere le nostre abitudini visive e consuetudini mentali, al fine di trovare un modo logico-razionale di usare l'irrazionale. Tale teoria si traduce in superfici dipinte con agglomerati geometrici tridimensionali di forte cromatismo. Nel 1977 partecipa insieme a vari artisti (tra cui Carla Accardi, Mario Nigro, Mimmo Rotella, Giulio Turcato e molti altri) alla Cooperarte, cooperativa di artisti volta alla ricerca di nuove forme di rapporto e di confronto con il pubblico. Di questi anni è una sua ampia retrospettiva al Palazzo dei Congressi della Repubblica di San Marino, a cui ne segue un'altra nel 1984 a Parigi. Negli anni Novanta il suo linguaggio si rafforza ulteriormente in un cromatismo acceso e vivace: le forme si sviluppano in senso bidimensionale acquistando grande eleganza e movimento. A tutt'oggi è protagonista di numerose esposizioni collettive e personali: a Lucca (2009), a Torino (2009-2010), a Roma (2010 e 2011), a Matera (2011), ad Ascoli Piceno (2010-2011).

Le Opere esposte - 2003

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