Janet Mansfield è nata a Sidney, in Australia, nel 1934. A metà degli anni Sessanta si dedica allo studio della ceramica presso la National Art School: da quel momento i suoi interessi sono catalizzati in modo pressoché esclusivo da tale materia. Dal 1968 ad oggi è stata protagonista di oltre trenta personali svolte in Australia, Nuova Zelanda, Giappone. Assidua la sua presenza alle maggiori esposizioni collettive dedicate alla scultura ceramica, delle quali si ricordano soltanto: l'Esposizione Internazionale di Taipei (1985), la Biennale Internazionale della Ceramica d'Arte a Vallauris in Francia (1986) e la Biennale Internazionale della Ceramica in Korea (2001). Ottiene numerosi riconoscimenti, tra cui quello della Società Ceramica Australiana (1986), la medaglia dell'Ordine di Australia per il contributo alle arti (1987), il Premio Ceramic Millennium (Amsterdam 1999), il premio alla carriera conferitole dalla NCECA (National Council for Education in the Ceramic Arts, USA) nel 2003 e nel 2004 le viene concessa la Laurea Honoris Causa in Lettere presso l'Università della Tasmania. Presiede, dal 1975, la commissione del Craft Council in Australia, mentre dal 1982 è membro dell'Accademia Internazionale della Ceramica (istituzione con sede a Ginevra) di cui attualmente è anche vicepresidente. Dal 1990 e dal 1995 dirige due fondamentali riviste di scultura ceramica contemporanea, Ceramics: Art and Perception e Ceramics TECHNICAL, ed inoltre autrice di numerosi manuali e saggi inerenti le tecniche ceramiche. Molte sue opere appartengono a collezioni pubbliche in Australia, Nuova Zelanda, USA, Canada, Gran Bretagna, Cina, Svizzera, Italia, Repubblica Ceca, Norvegia, Germania, Giappone. Le forme ideate dalla Mansfield appaiono indubbiamente ispirate alle tipologie della ceramica tradizionale (vaso, giara), mentre la decorazione dei pezzi costituisce il momento più originale e qualificante. L'artista utilizza prevalentemente il grés salato (una tecnica molto diffusa tra i ceramisti americani) avente la proprietà di esaltare i graffiti ed i vari segni che la lavorazione imprime sul corpo argilloso. Introdotto all'interno del forno in particolari momenti della cottura dei pezzi, il sale evapora e apporta un rivestimento vetroso alle superfici che, reagendo variamente con gli smalti o gli ingobbi, è in grado di conferire sfumature iridescenti e particolari tonalità cromatiche. In tale procedimento intervengono molteplici varianti che, di conseguenza, mettono a disposizione di chi lo utilizza infinite possibilità; la Mansfield, dopo anni di studi e sperimentazioni, mostra chiaramente di saper dominare la tecnica sfruttandone tutte le potenzialità. 

Le Opere esposte - 2002

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