Nasce nel 1929 a Nove di Bassano, dove vive e lavora. Studia ceramica a Nove, Venezia e Firenze nei rispettivi Istituti d'Arte; dal 1949 al 1977 saltuariamente insegna ceramica nella sua città natale. Negli anni Cinquanta inizia a realizzare sculture nella fabbrica "Fratelli Tasca" per poi aprire un laboratorio agli inizi degli anni Sessanta. La scultura "verde" degli anni Cinquanta lascia spazio nel decennio successivo a ricerche in senso astratto. Nel 1979 si trasferisce presso l'ex "Antica fabbrica di cristallina e terrarossa" dove, grazie al restauro, riporta alla luce reperti di ceramica veneta. Tasca non plasma la ceramica, ma affida parte della lavorazione ad un procedimento industriale di tipo solitamente impiegato per i mattoni in edilizia, dove però il materiale viene passato alla trafila e alleggerito, lo spazio (ingabbiato al suo interno) è suddiviso in sezioni equivalenti. La connotazione artistica avviene successivamente con tagli, piegature e lacerazioni secondo diversi andamenti, che svelano giochi di luci. Alla fine degli anni Sessanta utilizza questo procedimento per la realizzazione di oggetti dal design originale. Successivamente (sfruttando la robustezza del grès) passa anche ad oggetti di dimensioni notevoli, spesso posti in spazi aperti, conferendo alle opere l'aspetto di scaglie enigmatiche modificate da indecifrabili fenomeni. La scelta di utilizzare mezzi affini all'industria (comune in altri artisti come Nino Caruso e Pino Castagna) è legata alla volontà di ricercare nuovi linguaggi che mostrino le potenzialità creative della materia ceramica, superando i tradizionali metodi di lavorazione artigianale. Tasca espone più volte nella sezione arti decorative della Biennale di Venezia (1950, 1952, 1954), alla Triennale a Milano (1951, 1957, 1968, 1973) e partecipa ad importanti collettive come Il cotto e il crudo a cura di Filiberto Menna (Caltagirone 1981), alla Mostra Internazionale della Ceramica a Santo Stefano di Camastra (1992) e alla V Biennale di Ceramica d'Arte di Savona (1992). Nel 1998 espone alla Basilica Palladiana di Vicenza durante la quale viene anche presentato un volume antologico sulla sua opera curato da Nino Stringa. Nel 2000 a Venezia, insieme a Lee Babel e con l'aiuto di Pier Carlo Comacchio e Francesco Pevare, recupera un gruppo di figure cinesi realizzate in terracotta a grandezza naturale, che erano parte di una grande installazione dell'artista Cai Guo-Qiang, e presentate alla 48° Biennale veneziana; nel 2001 espone in una personale a Laveno Mombello curata da Flaminio Gualdoni. Nel 2010 riceve il premio Antica Arte dei Vasai (II edizione) della Nobile Contrada del Nicchio di Siena.

Le Opere esposte - 2000

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