Piero Dorazio nasce a Roma nel 1927. Ancora studente del Liceo Classico "Giulio Cesare", scopre la sua vocazione per la pittura. Tra il 1940 e il 1942, insieme all'amico e compagno Achille Perilli, frequenta lo studio del pittore Aldo Bandinelli da cui apprende e perfeziona la tecnica della pittura a olio. Le prime opere sono paesaggi ispirati dalla campagna laziale e  piccole nature morte. Segue alcuni corsi alla Facoltà di Lettere e Filosofia:, il corso di letteratura di Ungaretti e di storia dell'arte di Lionello Venturi, esperienze queste che lo segneranno profondamente. Nello studio di Renato Guttuso, che frequenta assiduamente tra il 1946 e il 1947, ha modo di conoscere artisti del calibro di Carla Accardi, Ugo Attardi e Antonio Sanfilippo, con cui dà vita ad un movimento d'arte astratta che si sviluppa in opposizione alle tesi di populismo e di realismo socialista propugnate da Guttuso. Nel 1947 figura tra i firmatari del manifesto Forma 1 assieme ad Attardi, Consagra, Guerrini, Perilli, Sanfilippo, Turcato, Accardi. Dorazio propone un tipo di pittura che recupera alcuni stilemi del Futurismo e le suggestioni post-cubiste portate fino all'astrazione. Con Perilli e Guerrini apre nel 1950 una galleria libera, L'Âge d'or, in via dei Babuini a Roma, avamposto fondamentale per la divulgazione dell'astrattismo in Italia. Nel 1952 partecipa alla Fondazione Origine con Burri, Colla, Conte, Mannucci, Perilli e Prampolini, dando vita alla rivista Arti visive. Sempre al 1952 risale la sua prima partecipazione alla Biennale di Venezia cui ne seguiranno altre (quelle del 1960, del 1966 e del 1988). Nel 1954 si trasferisce a New York dove tiene la sua prima personale e si dedica all'insegnamento presso la School of fine Art dell'Università della Pennsylvania. A questa data ha ormai elaborato un'inconfondibile cifra personale, basata su un tessuto di segni-colore che si agitano sulla tela seguendo ritmi dinamici o linee-forza geometriche. Nel 1974 si stabilisce a Todi in Umbria, dove acquista un antico eremo Camaldolese. Ai primi anni Ottanta risale la sua mostra itinerante che, partita del Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, viaggia nei principali musei americani ed europei per poi concludersi alla Galleria d'Arte Moderna di Roma. La sua fama raggiunge anche il Giappone dove debutta nel 1986 a Tokyo ed Osaka. Riceve nel corso della sua carriera numerosi riconoscimenti: diviene membro dell'Accademia di San Luca, dell'Akademie der Kunste di Berlino, è insignito del Prix Kandinsky, del Premio internazionale della Biennale di Parigi e di quello Michelangelo dell'Accademia dei Virtuosi. Negli anni Novanta segue il progetto per la realizzazione dei mosaici della Metropolitana di Roma. Muore a Todi nel 2005. 

Le Opere esposte - 1997

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